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Il Vangelo delle startup secondo Bill Gross
Idea, team, modello di business, finanziamenti e timing: che cosa conta davvero
di Miguel Scordamaglia
Torino, 23 luglio 2018

Perché le startup falliscono? O, meglio, quali sono gli ingredienti che determinano il successo di una startup?
Molti pensano che avere una buona idea possa offrire una certa garanzia di successo. In realtà, andando ad approfondire, scopriamo che i fattori che contribuiscono al successo di una startup possono essere molteplici e non necessariamente legati a una buona idea, che sicuramente potrebbe essere un buon punto di partenza. Quantomeno per riunire un gruppo di persone intorno a un progetto e partire per un’avventura che richiederà un enorme lavoro di squadra e una grande pazienza.
Per individuare questi fattori ci lasciamo guidare da Bill Gross, fondatore di Idealab, uno dei più longevi incubatori tecnologici. In una sua ricerca ha identificato una serie di fattori essenziali alla base del successo — e del fallimento — di una startup: l’idea, il team e l’esecuzione, i finanziamenti ricevuti, il modello di business e, infine, il timing, ovvero il momento in cui la nuova impresa propone il proprio prodotto o servizio al mercato.
I cinque fattori di successo di una startup
Riepilogando, i fattori che determinano il successo o il fallimento di una startup sono:
- Idea: che cosa c’è di nuovo in ciò che l’impresa propone.
- Team ed esecuzione: chi sono i protagonisti della “messa a terra” e come la realizzano.
- Modello di business: come l’impresa genera fatturato mentre consegna beni o servizi ai clienti.
- Finanziamenti: quanti fondi è riuscita a raccogliere per portare avanti il progetto imprenditoriale.
- Timing: quando l’idea viene proposta e introdotta nel mercato.
Ma quali tra questi fattori sono i più importanti per il successo di una startup?
La ricerca di Bill Gross su 200 aziende
La risposta si trova nei risultati di un’analisi condotta su 100 aziende dell’incubatore Idealab e su altre 100 aziende note. Tutte sono state classificate in base agli attributi considerati, individuando le cinque imprese di ogni gruppo con maggior successo e le cinque peggiori. A ciascuna è stato assegnato un punteggio per comprendere quali fattori contassero di più per il successo o il fallimento.
Da questo lavoro sono emerse le prime cinque di Idealab — Citysearch, CarsDirect, GoTo, NetZero e Tickets.com — e le ultime cinque aziende che, nonostante fossero promettenti, non hanno avuto successo: Z.com, Insider Pages, MyLife, Desktop Factory e Peoplelink.
Lo stesso metodo è stato applicato alle aziende più note. Tra i grandi successi sono emerse Airbnb, Instagram, Uber, YouTube e LinkedIn; in fondo alla classifica Webvan, Kozmo, Pets.com, Flooz e Friendster. Queste ultime avevano ricevuto grandi finanziamenti e alcune disponevano anche di un buon modello di business, ma non ce l’hanno fatta.
Vediamo i risultati di questa analisi di 200 aziende, dal fattore meno determinante a quello che incide di più.
5. Finanziamenti
All’ultimo posto troviamo i finanziamenti. Sì, i soldi che per molti sono un’ossessione sono il fattore con il minor impatto. Se non si ricevono molti fondi all’inizio, ma l’impresa funziona, diventa più semplice raccoglierli in seguito. È più facile in alcuni ecosistemi che in altri, ma il finanziamento diventa un problema da considerare solo quando esistono già il progetto e l’impresa.
4. Modello di business
Al quarto posto troviamo il modello di business. In fondo ha senso: si può iniziare senza un modello definito e aggiungerlo in seguito, se i clienti desiderano ciò che si sta creando. In altri termini, prima si comincia a incassare, verificando che ciò che si realizza piaccia, poi si studia come rendere scalabile il modello.
3. Idea
Al terzo posto troviamo l’idea, la sua differenziabilità e unicità. È una scoperta sorprendente, perché normalmente si pensa che l’idea sia tutto. In realtà può subire trasformazioni anche profonde in corso d’opera, soprattutto quando si scopre che la formulazione originale non funziona e deve essere adattata o, come si dice nel gergo delle startup, “pivottata”.
2. Team ed esecuzione
Al secondo posto troviamo il team e l’esecuzione. Il team realizza l’idea e ha un peso molto importante nella sua “messa a terra”. Una parte decisiva della capacità esecutiva è la perseveranza e la coesione che permettono di affrontare i molti no dei clienti. I clienti sono la dura realtà e il team deve avere le risorse per confrontarsi con essa.
1. Timing
Infine, al primo posto, troviamo la tempistica. Il timing conta per il 42 per cento nella differenza tra successo e fallimento. Parafrasando il detto “quando l’allievo è pronto, il maestro appare”, potremmo dire che quando il mercato è pronto il prodotto ha successo.
Airbnb e Uber: due esempi di timing
Consideriamo un grande successo come Airbnb. L’azienda è stata ignorata da molti investitori perché pensavano che nessuno avrebbe affittato uno spazio della propria casa a degli sconosciuti. La realtà ha dimostrato il contrario. Oltre agli altri fattori considerati nella ricerca, il motivo del successo è stato il timing: Airbnb è cresciuta al culmine della recessione, quando le persone avevano bisogno di denaro e questa esigenza le ha spinte a superare il timore di affittare casa propria a sconosciuti. Il concetto di home swapping, lo scambio di casa, esisteva già negli Stati Uniti dagli anni Cinquanta e aveva una buona base di adesione: Airbnb lo ha riconfigurato e riproposto.
Un altro esempio è Uber: un’azienda geniale, con un ottimo modello di business e una buona esecuzione. Ma la tempistica è stata perfetta anche per la disponibilità di autisti in cerca di entrate extra e per la diffusione degli smartphone. L’iPhone aveva già generato un nuovo mercato globale e capillare, creando le condizioni perché il servizio attecchisse in molti Paesi.
La lezione per chi avvia una startup
Alla luce di quanto emerso possiamo affermare che l’esecuzione conta moltissimo e l’idea conta molto, ma la tempistica conta ancora di più. Il modo migliore per valutare i tempi è osservare se i consumatori sono pronti per ciò che si ha da offrire.
Questo è un aspetto fondamentale per una startup: ciò che si ama si vorrebbe portare avanti a ogni costo, ma per evitare clamorosi fallimenti bisogna essere davvero onesti sul fattore tempo.
Le idee non cambiano il mondo quando sono brillanti. Lo cambiano quando incontrano le persone e il momento giusto.